Di fronte al Naviglio - PERIMETRO
Il progetto “Di Fronte al Naviglio” prende forma nella primavera dello scorso anno, durante una delle mie abituali uscite in bicicletta. Nel corso degli anni ho percorso innumerevoli volte la ciclabile che costeggia il Naviglio Pavese, un tragitto che conosco quasi a memoria.
La prima parte del percorso si snoda ai margini del centro urbano: si attraversano quartieri costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta, dove i palazzi si susseguono uno dopo l’altro in un’alternanza regolare. Poco dopo, il paesaggio cambia nuovamente, aprendo la strada a una distesa di edifici commerciali, capannoni, insegne. Il rumore del traffico e della città accompagna i primi chilometri, ma pian piano si affievolisce, fino a dissolversi del tutto. Resta solo il silenzio, e la compagnia del paesaggio.
Eppure, non si è mai davvero soli. Sul lato opposto del Naviglio si dispiega un micro-mondo silenzioso, immutabile, presente in ogni stagione. Ogni edificio che si affaccia sull’acqua racconta una piccola storia, possiede una sua identità distinta: palazzi popolari, officine, vecchie industrie, case basse, garage arrugginiti.
Sono luoghi pieni di dettagli, costellati da oggetti minuscoli eppure eloquenti, che sembrano chiedere di essere osservati. E così mi fermo, attratto da quella realtà sospesa, da quel tempo che sembra essersi fermato. È una periferia che, agli occhi di chi arriva dalla grande città, appare quasi immobile, come un fondale teatrale in attesa che qualcosa accada.
La prima parte del percorso si snoda ai margini del centro urbano: si attraversano quartieri costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta, dove i palazzi si susseguono uno dopo l’altro in un’alternanza regolare. Poco dopo, il paesaggio cambia nuovamente, aprendo la strada a una distesa di edifici commerciali, capannoni, insegne. Il rumore del traffico e della città accompagna i primi chilometri, ma pian piano si affievolisce, fino a dissolversi del tutto. Resta solo il silenzio, e la compagnia del paesaggio.
Eppure, non si è mai davvero soli. Sul lato opposto del Naviglio si dispiega un micro-mondo silenzioso, immutabile, presente in ogni stagione. Ogni edificio che si affaccia sull’acqua racconta una piccola storia, possiede una sua identità distinta: palazzi popolari, officine, vecchie industrie, case basse, garage arrugginiti.
Sono luoghi pieni di dettagli, costellati da oggetti minuscoli eppure eloquenti, che sembrano chiedere di essere osservati. E così mi fermo, attratto da quella realtà sospesa, da quel tempo che sembra essersi fermato. È una periferia che, agli occhi di chi arriva dalla grande città, appare quasi immobile, come un fondale teatrale in attesa che qualcosa accada.











